Tutti sanno del terribile terremoto, accompagnato da tsunami, che il 28 dicembre 1908 distrusse Messina e la costa calabra, provocando oltre centomila morti. Meno nota è la storia della rinascita dopo il cataclisma, che ha tra i suoi protagonisti anche Milano e il «Corriere della Sera». A cento anni di distanza, un libro accende i riflettori sulla storia del primo centro urbano in muratura di Messina, il Quartiere Lombardo, realizzato nel 1910 grazie all’aiuto dei milanesi e dei lombardi e alla raccolta dei fondi promossa dal «Corriere della Sera». Lo storico messinese Sergio Di Giacomo ha ricostruito la vicenda nel volume «Il Quartiere Lombardo. La "nobile" Milano e la Lombardia per la resurrezione dal terremoto del 1908» (edizioni Daf), con prefazione di Matteo Collura.-->-->
ANCORA ABITATO - Il Quartiere Lombardo, circondato dalle vie intitolate alle principali città della Lombardia e dell’Insubria, venne finanziato grazie alla sottoscrizione promossa dal «Corriere della Sera» e a cui aderirono i massimi esponenti del mondo imprenditoriale, sociale, culturale della città meneghina (Crespi, Pirelli, Rusconi, Hoepli, Treves, Durini, insieme con banche, enti, istituti, associazioni, comitati di beneficenza e di assistenza pubblica. Il quartiere era costituito dall’Orfanotrofio Lombardo, dall’Asilo intitolato al benefattore Castiglioni e diretto dai lombardi Gallotta e Bonardelli (orfanotrofio e asilo furono gestiti dall'Opera Pia Lombarda) e da 23 palazzine, le «Case Lombarde», progettate in stile tardo liberty dai noti architetti milanesi Cesare Nava e Carlo Broggi. Oggi ne rimangono circa la metà.
UNA FUCINA CULTURALE - Il libro ricorda anche l’impegno degli uomini politici milanesi (Rusconi, Saint Just de Teulada, Sacchi) per la ricostruzione della città dello Stretto e l’opera delle squadre di soccorso della Croce Verde di Milano e dell’Assistenza Pubblica Milanese, impegnate con abnegazione nei luoghi del disastro ed elogiate dai letterati Giovanni Cena e Ada Negri, insieme all’opera del frate francescano Padre Beccaro e della Casa di riposo «G. Verdi», che ospitò molti profughi e orfani di Messina e della Calabria. Lo studio esamina anche la presenza di grandi intellettuali e letterati che abitarono il Quartiere Lombardo, autentica fucina culturale, e le zone limitrofe, tra i quali i giovanissimi Quasimodo e La Pira, che qui iniziarono la loro attività letteraria e politica, il giurista Salvatore Pugliatti, il poeta Tommaso Cannizzaro, lo scienziato Ettore Castronovo pioniere della radiologia, il poeta-giornalista Giuseppe Longo (che diresse Il Gazzettino e Il Resto del Carlino e scrisse una silloge intitolata «Il Quartiere Lombardo»), Gaetano Baldacci (futuro direttore de «Il Giorno»), il critico Orecchio e il parlamentarista Mario La Rosa, l’attore Adolfo Celi (nato in via Brescia) e il regista Enrico Fulchignoni, amico di Montanelli che diventerà dirigente dell’Unesco. A ridosso del Quartiere Lombardo effettuò il servizio militare Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Carlo Feltrinelli vi volle realizzare un’intera palazzina, le Case Feltrinelli, da poco restaurate dal Comune di Messina.
PIONIERI DEL CINEMA - Il Quartiere Lombardo ebbe un forte legame anche col mondo del cinema, dato che fu sede del set di uno dei capolavori di Michelangelo Antonioni, «L’Avventura», e fu la sede degli esperimenti dell’inventore Giovanni Rappazzo, che nel 1914 effettuò i primi esperimenti del cinema sonoro. Il libro dedica anche un capitolo alla presenza di Don Orione, che operò vicino al Quartiere Lombardo per tre anni come vicario del Papa per l’assistenza degli orfani, e che fu coadiuvato da altri due futuri santi, padre Annibale di Francia, fondatore dei Rogazionisti, e Gina Tincani, fondatrice della Lumsa.
«Il Quartiere Lombardo. La "nobile" Milano e la Lombardia per la resurrezione dal terremoto del 1908». Edizioni Daf - Associazione culturale. Indirizzo email: mailto:giuseppeministeri@email.it
tratto dal CORRIERE DELLA SERA del 06 marzo 2009


